Archive for the 'racconti' Category
Il vecchio e il cane
Il vecchio avanza lentamente tra le sterpaglie, seguendo l’argine polveroso di un placido fiume in prossimità dell’estuario. Il vecchio, in realtà, non è poi così vecchio, ma il respiro affannoso ed il busto scheletrico sbugiardano la carta d’identità. Anche i capelli, più bianchi che brizzolati, i denti giallastri ed il passo zoppicante contribuiscono a rendergli [...]
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Tags: mt, racconto, vecchio
Meccanica fluorescente
È mezzanotte.
I neon della metroB bizzano fluorescenti nell’ultima corsa del giorno. Andrea fissa la sua attenzione su uno in particolare, che frigge mosche al suo interno e una scritta FREE TEKNO all’esterno.
Mi piacerebbe essere una mosca per sciacquarmi la testa con le zampe ogni volta che succhio Bordeaux. Sì sì, una mosca che supina non [...]
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Tags: andrea, meccanica fluorescente, rave, Roma, Rosita
Veduta d’invisibile
Quella volta fu diverso; sapeva di epilogo, di perfetto non ritorno. Il Guercio aveva davvero superato se stesso. Erano ormai diversi anni che Dafne si spostava alla locanda per aiutare il nonno durante il periodo di fiera, quando la città si animava follemente d’ogni più varia stravaganza; la settimana della fiera era eccitante, divertente, e [...]
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Tags: fiera, guercio, hallelujah, orpellofaceto, racconto
L’ostessa
Era nata in una campagna misera e rinsecchita, che circondava una città piccante, tentatrice e stanca insieme, come una cortigiana ormai troppo matura. Mentre nella campagna si cavavano patate gelate da una terra non proprio nera, in città gli studenti tenevano in scacco le guardie, ogni notte invece delle stelle fiorivano duelli e serenate; e [...]
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Tags: donna, racconto, storia, susanna
Erre
Erre divide le persone in due categorie. Quelli che prendono i volantini mentre passeggiano e quelli che non li prendono. Non è certo una divisione sistematica e metafisica, ma gli offre indubbi vantaggi pragmatici. Erre odia spendere fiato con persone che non meritano parole. Ecco perché parla solo con quelli che accettano il pezzo di [...]
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Il piccolo ikiki aveva appena sedici anni quando una donna, miss Sunena, dal fuoco negli occhi lo scelse come suo servitore. Era sempre stato in mezzo alla strada, ove all’oscuro delle sue origini si arrabattava per pagarsi gli studi, che il più anziano degli orfanelli con cui viveva si ostinava a consigliargli come unica via [...]
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Tags: dharma, iki, liberazione, pazzi zen, sesso tantrico, yabyum
Silenzio
Silenzio. Per pensare e scrivere (e pensare a cosa scrivere) ci vuole silenzio. Allora mi alzo dalla scrivania e vado a chiudere la porta. Non lo faccio mai, non mi piace, mi sembra di mandare un messaggio di ulteriore chiusura rispetto a tutti quelli che già mando ogni giorno con i miei comportamenti. E poi [...]
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Tags: nuova collaborazione, ordunque, racconti, scrittura, silenzio
Effe
Effe è seduto davanti ad uno schermo di un computer. Effe fissa un punto luminoso che lampeggia sul display e lo vede scintillare. Effe ha lo sguardo fisso e gli occhi sbarrati, non osserva nulla, semplicemente vede. To look – to see. Effe tiene in mano una sigaretta, ma non inspira né espira. Vede il [...]
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Tags: effe racconto appartamento bianco pallosamente
Canto d’autunno
A volte, quest’ uomo onesto e probo, gradiva gettare tempo in giro a zonzo, trascinando i piedi e sorridendo al mondo. Gradiva le tiepide giornate, ma ancor più quelle uggiose d’autunno, quelle fredde e ricoperte d’un grigio uniforme, quando l’accidia ben s’accompagna alla letizia. Non certo lo muoveva simpatia per il moto, tanto che il [...]
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Tags: autunno, canto, pireo
Nebula
Da molto prima che incominciasse la storia, sfuocato nella memoria di generazioni dimenticate, senza per questo aver perso nell’immaginario comune la vividezza della vita di tutti i giorni, l’odio aveva continuato a prosperare, sotterraneo come lava raccogliendosi nelle azioni abituali, pronto ad esplodere senza preavviso, come il capriccio di un bambino. Nessuno ricordava l’inizio di [...]
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Tags: guerra, nebula, racconto
Digressione slovacca
Il castello di Bratislava è un cubo perfetto, ha il tetto di tegole rosse ed un torrione ad ogni angolo. Il castello di Bratislava si erge sulla cima di una rocca che sovrasta il Danubio, la città vecchia e la città nuova. Il castello di Bratislava cent’anni fa era soltanto un insieme di rovine. Rovine [...]
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Tags: bratislava, castello, emerson, melanzane e pastasciutta, racconto
Passando
Su di un ponte,
errore manifesto. Travasando storie, lacrime screziate d’ un candido mattino. Sguardo fisso, vuoto nel guado , lezzo immondo e fanghiglia putrescente. Il rospo, re della palude ben se ne allontana impotente.
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Tags: ma, non dovevamo, poi mettere, quei fiumi, scrivi più in grande, viscosi?
Requiem di città
Il naviglio della Martesana è un rigagnolo grigio attorniato da palazzi e sovrastato da tralicci del treno. Un rigagnolo puzzolente e asfissiante, paradiso perduto delle zanzare. Annuso l’aria salmastra e, per un istante, assaporo il gusto della bile tra lingua e palato. Con un singhiozzo rigetto nello stomaco quel sapore rancido. Un ronzio dodecafonico mi [...]
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Tags: calcificazione fossile, città, comunismo, dialogo, ideali, milano, racconto, scappare
Sei pronto? A perdifiato mi raccomando senza voltarti.
Vuoi presentarmi una tua amica calabra? Ci sta, la notte in piazza San Carlo non si può dire che mi abbia rigenerato, era forse meglio non svegliarmi.
è una chiattona che ci porta a mangiare alla rinascente? Ci sta, maledette panchine antibarbone ho le giunture gonfie e indolenzite.
Paghi tu [...]
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Tags: selvaggio, torino, traffic, vagabondaggio
In ginocchio, con le gambe nell’acqua putrida di un tunnel metropolitano abbandonato, schiocco le dita e reclino il capo. In ginocchio, le mani pendono inerti lungo braccia distese, spalanco gli occhi ed urlo un grido. Squittii di topi come cenno d’intesa. Plicchettio di gocce d’umidità. Le ossa gemono dolori nascosti. Attendo un segno, una madeleine, un rendez vous. Ottengo silenzio di topi che danzano. Lo stomaco ruggisce le interiora che spurgano. Una fitta al costato s’insinua e lo squarcia. Vomito. Vomito liquido amniotico viola e carminio, espello succhi gastrici fluorescenti e luccicanti, vomito bile. Vomito un corpo solido. Tanfo e fetore. Il corpo si agita e freme, sembra nuotare nei succhi rancidi. Il corpo s’ammassa e s’innalza. Crescono gli arti e spunta una testa. Due teste, tre teste. Zampe di lupo grandi come massi e coda squamata luccicante di liquido; tre teste e sei occhi si voltano verso di me e s’attendono voce. Zanne; vedo centellinare sangue rappreso.
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Tags: cerbero, cosmogonia, crepes alla nutella, dialogo, empie letture, novella
