Archive for the 'racconti di o0piate' Category

Il vecchio avanza lentamente tra le sterpaglie, seguendo l’argine polveroso di un placido fiume in prossimità dell’estuario. Il vecchio, in realtà, non è poi così vecchio, ma il respiro affannoso ed il busto scheletrico sbugiardano la carta d’identità. Anche i capelli, più bianchi che brizzolati, i denti giallastri ed il passo zoppicante contribuiscono a rendergli [...]


Erre

14Feb09

Erre divide le persone in due categorie. Quelli che prendono i volantini mentre passeggiano e quelli che non li prendono. Non è certo una divisione sistematica e metafisica, ma gli offre indubbi vantaggi pragmatici. Erre odia spendere fiato con persone che non meritano parole. Ecco perché parla solo con quelli che accettano il pezzo di [...]


Effe

27Dic08

Effe è seduto davanti ad uno schermo di un computer. Effe fissa un punto luminoso che lampeggia sul display e lo vede scintillare. Effe ha lo sguardo fisso e gli occhi sbarrati, non osserva nulla, semplicemente vede. To look – to see. Effe tiene in mano una sigaretta, ma non inspira né espira. Vede il [...]


Il castello di Bratislava è un cubo perfetto, ha il tetto di tegole rosse ed un torrione ad ogni angolo. Il castello di Bratislava si erge sulla cima di una rocca che sovrasta il Danubio, la città vecchia e la città nuova. Il castello di Bratislava cent’anni fa era soltanto un insieme di rovine. Rovine [...]


Un rosso diavolone dalla lunga coda sinuosa svolazza attorno al tetto di torre Velasca. Davvero difficile a dirsi se sia più terribile alla vista l’infernale creatura o il grigio rosato del maxitorrione cittadino. Sa per certo che nessuno lo noterà, anche se è pieno giorno. “Queste minuscole formiche di città non hanno certo tempo di [...]


Tento di aprire gli occhi, ma sento le palpebre appiccicate l’una all’altra; cerco a tastoni nel buio la sveglia sul comodino, eppure non riesco neppure a stendere il braccio. Come chiuso, serrato in una bara. Sono chiuso in una bara sepolto vivo, almeno tre metri sotto il livello del suolo; sopra di me due figure indistinte nella nebbia ripongono le pale e s’accendono una sigaretta. Apro gli occhi.
Una luce accecante proviene da sopra di me, anche le orecchie mi fischiano; si, sono pronto. Ecco la sublime visione di estetica valenza. Una sacra apparizione.


Luce bianca di neon – buio – luce – buio. Intermittenze di luce metallica illuminano uno spoglio stanzino mezzo metro x mezzo metro. Seduto su uno sporco water di uno squallido cesso, mi si apre un sorriso, e libero la mente nei pensieri, cullati nel loro succedersi dall’irregolare plof plof sotto di me. Un plof plof che mi stupisce ogni giorno perché ha in sé potere afrodisiaco per il corpo, un benessere assoluto, un orgasmo. Un orgasmo di merda.