Archive for the 'racconti di orpellofaceto' Category
Veduta d’invisibile
Quella volta fu diverso; sapeva di epilogo, di perfetto non ritorno. Il Guercio aveva davvero superato se stesso. Erano ormai diversi anni che Dafne si spostava alla locanda per aiutare il nonno durante il periodo di fiera, quando la città si animava follemente d’ogni più varia stravaganza; la settimana della fiera era eccitante, divertente, e [...]
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Tags: fiera, guercio, hallelujah, orpellofaceto, racconto
Canto d’autunno
A volte, quest’ uomo onesto e probo, gradiva gettare tempo in giro a zonzo, trascinando i piedi e sorridendo al mondo. Gradiva le tiepide giornate, ma ancor più quelle uggiose d’autunno, quelle fredde e ricoperte d’un grigio uniforme, quando l’accidia ben s’accompagna alla letizia. Non certo lo muoveva simpatia per il moto, tanto che il [...]
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Tags: autunno, canto, pireo
Passando
Su di un ponte,
errore manifesto. Travasando storie, lacrime screziate d’ un candido mattino. Sguardo fisso, vuoto nel guado , lezzo immondo e fanghiglia putrescente. Il rospo, re della palude ben se ne allontana impotente.
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Tags: ma, non dovevamo, poi mettere, quei fiumi, scrivi più in grande, viscosi?
Vir heroicus sublimis
Ogni cosa a suo tempo, e un posto per ogni cosa. Perché si era ormai così deliberato: sì, avrebbe utilizzato quel vecchio cannone, sgangherato pezzo di chincaglieria da tempo imbalsamato nella più spudorata indifferenza comune, al fine di servire la più onesta causa sovversiva.
Già, perché della malignità della matrigna si era più volte [...]
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Tags: balletto, cromo, milano, racconti, sublime, vimini, zac spacca palle
Un autentico sentore di disdetta aveva ormai lentamente preso possesso del suo mondo interiore, sfrigolando energicamente all’apparire d’una qualsiasi nuova contemplazione. Non era tuttavia uno di quei tipi che si lasciasse abbattere tanto facilmente; tempo fa decise infatti di aver ciondolato troppo a lungo nulla avendo fatto, e benché fosse forse ormai troppo tardi per [...]
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Tags: cavolo, disdetta, lampione, ricerca, saltimbanco, suicida, treni
Impudente, [...]
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Tags: boh?, insofferente, milano, orpellofaceto, racconti, sproloquio
Vita d’un dialogo volitivo.
Sapete, solitamente si costituisce stupidamente così; una notte qualunque, poniamo di un 17 giugno, di un anno a piacere, per nostra convenienza il 1815. Una fredda terra lontana, nordica, come paesaggio. Ed ecco un piccolo ometto dall’aria assai fiera che subito ci si disvela tutto solo, seduto ad un bel tavolaccio; una lampada ad olio, [...]
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Tags: destino, idiota, napoleone, orpellofaceto, scrittura, tram
L’epopea di Robin il beniamino.
Vennero a prendermi in una bellissima notte di luglio. Era notte fonda, o al più mattino assai presto poiché ricordo ancora il cielo puntinato di stelle, velato dal tenue chiarore della luna. Ed era una notte fresca, quel pungente fresco estivo che ti sorprende appena sveglio, quando ancora assonnato cerchi qualche panno per rivestirti. È un inquadramento un po’ approssimativo, d’accordo, ma avevo ancora la mente decisamente ottenebrata dai fumi dell’alcool; quella sera, a quella sorta di festa paesana (sapete, di quelle che d’estate si organizzano praticamente ogni sera) io, il piccolo john e tutto il resto della compagnia di debosciati ci avevamo dato dentro davvero alla grande: fiaschi di vino, canti, balli, baruffe d’ogni tipo. Tutto quello che occorre, insomma, per rendere indimenticabile nonché irricordabile una quotidiana serata in allegria.
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Tags: beniamino, facetorpello, follelfo, milano, omosessualità passiva, robin hood, scrittura
Sera d’inverno.
Solcavo a passo impetuoso l’immenso oceano d’asfalto che ancora mi separava da casa;pungente,l’aria mi accarezzava il viso,accompagnata da piccole gocciole di cielo. Fredda sera d’inverno.
Assai stanche le mie membra,si arrovellava tuttavia furiosamente la mente;dir non saprei cosa tanto affannosamente inseguisse. Forse i soliti arcani pensieri d’ uomo.
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