Speriamo che il vecchio era anfiosso

Posted on luglio 16, 2008

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Sei pronto? A perdifiato mi raccomando senza voltarti.
Vuoi presentarmi una tua amica calabra? Ci sta, la notte in piazza San Carlo non si può dire che mi abbia rigenerato, era forse meglio non svegliarmi.
è una chiattona che ci porta a mangiare alla rinascente? Ci sta, maledette panchine antibarbone ho le giunture gonfie e indolenzite.
Paghi tu per fare il brillante? Ci sta, ma dove cazzo ho messo i soldi?
A ritroso flash della serata e della mattina randagia, panico e rabbia, fruga bene dappertutto, in ogni tasca, hai controllato?
Okok razionalizziamo, calmo, ripercorri ogni passo ma fallo di corsa che con l’aria che tira quei soldi qualcuno ce li ha già in tasca.
Lo sai che sono andati, perchè farsi il sangue cattivo?
50 fottutissimi euri svaniti senza alcuno sforzo? Ci sta, ma sti cazzi! no che non ci sto!
Corro attraverso vie, piazze mai viste in direzione del fiume, cerco di rifare le strade che mi pare di ricordare, ma qui? Qui c’ero mai stato? Merda, che ansia, mi sono pure perso.
Ritrovo la strada con foga, cazzo che bella piazza, ecco la Dora, i murazzi e quel maledetto parco dove mi sono cambiato i pantaloni, sicuro che son caduti lì.
Sudato coi piedi consumati e i polpacci che tirano, i polmoni affaticati e l’alcol che gronda bruciante negli occhi incazzati da folle.
Arrivo sconvolto alla panchina, qui i soldi ce li avevo sicuro cazzo.
No merda c’è qualcuno sulla mia panchina, terrore e delusione a pensare che miracolo sarebbe stato riavere tra le mani quella preziosissima fottuta banconota.
Cerco per terra dove mi sono accasciato demolito a riposare le ossa solo poche ore prima: niente!
Bestemmie tutt’altro che gratuite che sgorgano liberatorie, non resta che chiedere al vecchio.
Seduto sulla panchina al contrario ammira il pescatore che affranto torna con le pive nel sacco, bofonchia qualcosa, di fianco a lui sulla panchina un accendino, verde bic grosso.
Scusi non è che ha trovato 50 euro qui per terra? In un tono un pò concitato a tradire la disperazione.
Mugugna qualcosa, ehhh?? Cazzo avrà detto…ehh? Come scusi?
Indica l’accendino e mette di fila tante vocali, soprattutto u, poi capisco sigaretta.
Ok OK calma ti ho chiesto se hai visto 50 euri e mi chiedi una sigaretta?
Riproviamo tutto può darsi che io abbia solo sbagliato a porre la domanda, l’approcio.
Buon dì buon uomo, se avesse trovato 50 euri sotto questa panchina, di grazia, me lo direbbe?
Uh nun sigaretta..
Sei italiano vecio l’ho capito, hai un sacco di anni vecio, ti vuoi tenere 50 euri per la tomba? Ci può anche stare, ma almeno non mi prendere per il culo…
Un conato di acida e lucida rabbia, carico il braccio, ci metto tutti i secondi che avrei speso per mandare in fumo quei soldi, mi sfrigola la violenza nelle dita e senza un’altra parola gli tiro un pugno secco sulla tempia che lo fa cadere, proprio con le nocche, e non lo vedo nemmeno toccar per terra che già ho in mano l’accendino, il cuore in gola e le gambe in spalla.
Torno alla rinascente con le orecchie che mi pulsano, non trovo nessuno quindi mi siedo e scrivo questa storia, che dici? Ci sta?

schermaschera

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Posted in: racconti