Canto d’autunno

Posted on dicembre 3, 2008

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A volte, quest’ uomo onesto e probo, gradiva gettare tempo in giro a zonzo, trascinando i piedi e sorridendo al mondo. Gradiva le tiepide giornate, ma ancor più quelle uggiose d’autunno, quelle fredde e ricoperte d’un grigio uniforme, quando l’accidia ben s’accompagna alla letizia. Non certo lo muoveva simpatia per il moto, tanto che il suo itinerario procedeva quasi sempre in maniera piuttosto casuale; città e campagna erano in fondo sempre la medesima cosa, esprimendo comunque una visione di mondo.

Capitava quindi che si accostasse alle zone ed alle persone più varie e disparate, ma mai che ne restasse talmente coinvolto da emozionarsi più del consueto; un leggero movimento delle labbra poteva disegnare un flebile sorriso, o un leggero inarcamento verso il mento, ma mai nulla di più del consueto. Gli accadde un giorno, o per meglio dire al limite di esso, di ritrovarsi ad esplorare un fitto boschetto poco distante da casa sua, un bosco florido ed intrigante, degno d’una menzione in un libro di fiabe. Quasi come al solito, rigirava la sguardo con fedele noncuranza, osservando la brillantezza dei colori e l’atmosfera sfuggente di cui quel luogo pareva pervaso. Soprattutto lo sorprendeva il movimento oscillatorio di caduta delle foglie, che silenziosamente si staccavano dai rami precipitando al suolo. Dire che fosse emozionato, o particolarmente gioioso della giocosità della natura sarebbe forse troppo, ma nuove sensazioni affioravano sul suo viso. E gli parve di essere osservato; occhi di bosco lo spiavano. In lontananza vide una figura stranamente rassicurante, intenta nel trascinare un trabiccolo dall’ aria piuttosto pesante. Gli appari più vicina. Era la simpatica figura di Pireo, “l’eremita della carretta”,vecchio vagabondo da tutti conosciuto con simpatia per i suoi modi burberi e corrosivi, solito figurare il trasporto di una carriola vuota con grandissimo sforzo. Un incontro divertente poté pensare, forse insperato. Occhi di foglia lo sorpresero. Un violento tonfo gli rimbombò nel capo e nelle ossa, quando ancora faticosamente cercò di riacquistare le coordinate spaziotemporali, ed un briciolo di coscienza. L’atmosfera si era fatta decisamente più fosca, e mentre si trovava completamente bloccato nel fogliame, sentiva un forte peso premere ad intervalli regolari sulla sua zona addomostermostomacopanciale. Pireo, immobilizzatolo, sedeva sopra di lui offrendo al suo sguardo solo lo spalle. Sentore di vomito.

“Sputa, giuda d’un cane!Non avrai mica intenzione di tenermi qui tutta la vita!”Impallidì alle parole del vecchio, non trovandovi alcun senso. E aggiunse: “Non credere che per me sia uno spasso, ogni volta è sempre peggio. Ma che diavolo vi passa per la testa, volete forse sovvertire le decisioni?”Il capo gli si chinò incredibilmente verso sinistra. Un pipistrello appeso a testa in giù, gli si mostrò; Aveva un’ aria degna benché sofferente, e perdeva sostanza gialla dal muso. “lui non ha avuto paure, stravede per il giallo.” Il capo gli si infossò nel terreno umido, e ad un’ ulteriore pressione, esalò una densa nube dalla bocca, che si condensò in aria come magica figura. Iniziò a ribellarsi freneticamente. Il vecchio si voltò; un’ orrenda cicatrice conferiva alla bocca un ghigno rassegnato, nell’incavo degli occhi ardevano due bracieri. Sollevò una mano:

“Il cielo crolla lentamente, a macchie, senza che noi possiamo afferrarne nemmeno una briciola, e si accumula grossolanamente. Questo legno si gonfia imbevuto d’ umori malsani, e le foglie danzano lentamente verso la quiete. Protestano furiosamente queste nostre direttrici, ma silenzio di tomba assorda franoso rimbombo. Volgi il capo, e osserva attentamente quanto ti dico: mostrami la tua paura e non parlarne come un bimbo petulante.” Cavatosi un occhio, lo pose in un tubo. “Troviamo insieme direzioni scordate”. Soffiò forte verso il cielo, colpendo l’ignara magica figura, che ruzzolò fragorosamente, poco distante da loro. “Poca notizia si ha ormai di queste bellezze, praticamente”.

Il vecchio si levò, e raccolta la carcassa da terra la caricò delicatamente sul caro trabiccolo.

L’uomo intanto, sereno, si era anch’egli levato da terra.”Concederemo altro?”

Forte rise il vecchio:”Possiamo solo sperarlo!”

Orpellofaceto

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