Al nulla

Posted on dicembre 17, 2010

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Le cose accadono senza che io me ne renda conto, è come se fossi già morto.

Guardo gli amici giocare a calcio alla televisione, sono uno spettatore di una partita finta, di un gioco che non mi piace, e quando segnano sono distratto e non me ne accorgo. L’acqua sta bollendo ed esce dalla pentola ma non me ne accorgo. Claudia, abituata ormai alla mia apatia non mi rimprovera neanche, cerco di chiederle perdono in un modo insofferente silenziosamente con gli occhi, come se anche quello mi pesasse. Non riesco a partecipare della gioia di chi ha fatto goal, non merito nemmeno il disprezzo per la mia inutilità da parte di Claudia. Luca per l’esultanza ha rovesciato un bicchiere, una volta l’avrei insultato e avrei messo a posto, gira una canna ma nemmeno quella mi smuove, se la passano tra loro, Claudia ha fatto del tè: solo tre tazze, ma forse Luca non lo beve, lui se qualcosa non fa male alla salute non la prende.

Sono sotto ipnosi. Torno a fissare lo schermo; stanno ripetendo per la terza volta la finale di Champions, come se potessero cambiare il passato, questa cosa ha un che di angosciante.
Vado in bagno, faccio un po’ di movimento almeno, ci trovo Claudia, <Scusa non volevo>, mi guarda ma prende in mano la spazzola e non si dà pena di darmi retta o di cacciarmi. La partita è come se fosse un eterno re-play, con combinazioni di squadre già viste, risultati già visti e lamentele già sentite. La prossima la gioco io, perderò come sempre – mi dico –, ma almeno scelgo il Burundi per cambiare un po’ le carte in tavola, almeno ci si diverte davvero.

Trilla il citofono, sembra il suono di Nico, ha quella scampanellata inconfondibile, e sembra impaziente; nessuno si alza dal divano, esce Claudia spazientita dal bagno e apre la porta. È davvero Nico, dice trafelato che Mario ha avuto un incidente. A me nemmeno mi guarda, e io penso, ma Mario chi? Claudia inizia a piangere, ma poi ci pensa meglio e dice che almeno Mario non le piomberà più in bagno senza bussare, con un’espressione seccata e nostalgica, indefinita. Luca si stacca un attimo dal videogioco, prende goal e maledice iddio anche per quello, poi ci pensa su e dice di sentirsi sollevato, cerca di sdrammatizzare, almeno non dovrà più giocare contro quello scarsone che prendeva squadre improponibili solo per poi avere scusanti quando perdeva. Claudia si rende conto di aver fatto una tazza di tè in più e riprende a piangere e la offre a Nico che continua a dire <No ma figa io non ci potevo credere, stava venendo qua, l’ho visto, no ma figa.>

Guido che è stato zitto tutto il tempo guarda Luca e gli dice: <Scegli chi vuoi, io prendo il Burundi.>

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