Sandocannes

Posted on febbraio 4, 2013


È nato nelle Langhe ed è il miglior sommelier di Cannes. Tutti lo chiamano Sandocannes.
Nessuno sa eguagliare la sua arte nella sciabolata, la sua precisione, il suo istinto.
Senza sbagliare mai un colpo. Come Sandokan.
Per questo non abbandona mai la sua spada da Champagne che lucida ogni sera al tramonto, seduto a gambe incrociate in posa zen sul balcone della camera d’hotel.
Per molti  è solo una leggenda, ma Sandocannes afferma di poter sciabolare qualsiasi bottiglia di vino:
«Vermentinò di Gallurà? oui. Dolcettò d’Albà? On y va».
Nessuno ci crede, è impossibile, andrebbe oltre le leggi della fisica.
Sandocannes ha sbagliato ad aprire una bottiglia solo due volte in tutta la sua carriera, e mai sciabolando.
È successo sempre con lo stesso vino: Nebbiolo Reale ‘85, sangue del suo sangue.
Ogni volta, nel vedere il tappo emergere dal collo strappato a metà, è stato come morire.
Nella vita, oltre alla sua sciabola, Sandocannes ama due cose. L’ultima bottiglia di Nebbiolo Reale ‘85, che custodisce come il tesoro del Maharaja, e Grace Rouge, la ragazza più affascinante della Croisette. Lunghi capelli neri, occhi dal taglio orientale e un sensuale accento parigino.
Così Sandocannes ha un sogno. Stappare l’ultimo Nebbiolo in maniera perfetta e baciare la principessa che sogna ogni notte, eterea e fragrante come un sorso di Refosco Bisanzio 1978.

È una sera di vento e luci agitate a Cannes, quando Grace fa il suo ingresso al ristorante dell’hotel.
Tutti si girano e perdono il respiro, ammaliati dal suo fascino, l’abito nero scollato, lo sguardo esotico, la pelle lucente. Sandocannes rimane immobile, mentre la ammira leggere la lista dei vini.
Poi lei fa un cenno, un gesto, un respiro.
«Bonsoir madame» sorride lui, con l’eleganza che lo ha reso leggenda.
Nei pochi istanti che lo separano dalla richiesta di Grace ci sono centinaia di bottiglie che scorrono rapide davanti ai suoi occhi. Ma il destino stanotte ha un solo nome.
«Nebbiolò Realè ‘85 s’il vous plaît» sussurra Grace. E Sandocannes trema.
Tutti i suoi sogni dipendono dalla perfezione di un gesto.
Attacca il tappo con sicurezza ed esperienza, ma le mani tremano e il cavatappi si agita sotto i suoi movimenti decisi. Poi quel suono traditore, quel suono da brivido. Il sughero emerge dalla bottiglia spezzato a metà.
Lo sguardo di Grace, in equilibrio tra sorpresa e delusione.
Sandocannes chiude gli occhi e il tempo si ferma. Ci sono istanti nella vita, in cui bisogna giocare il tutto per tutto.

La sciabolata.

Il maître, eterno Yanez, capisce e lo fissa atterrito. «Sandocannes, non!» cerca di dirgli con gli occhi.
Ma la Tigre delle Langhe ha già impugnato la bottiglia dal fondo mettendo mano alla spada lucente e fidata. Il coraggio è grazia sotto pressione.
Come lui, anche questa bottiglia di Nebbiolo navigherà verso la conquista di Labuan.
Si alzano tutti in piedi mentre la lama impatta il vetro del collo facendolo esplodere con un rumore simile al tuono. A una raffica di vento sull’isola di Mompracem.
Un colpo perfetto. Con una bottiglia di rosso, per giunta fermo.
Nell’hotel si fa silenzio. Silenzio di sorpresa, di fascino, di leggenda.
Sandocannes fissa Grace mentre versa, dal collo della bottiglia tagliente come una lama malese, il Nebbiolo nel calice, affermando, con perfetta eleganza «Bon choix madame».
Grace ha gli occhi grandi. Infastidita, sconvolta, innamorata.
Il vino è rosso come la passione, tannico come i desideri.
Appassionato al contatto delle labbra di Grace come il bacio che ha sempre sognato.
Sandocannes ripone la sua tagliente e fidata sciabola nel fodero inspirando a fondo.
Nel bouquet del Nebbiolo percepisce una nuova fragranza mai sentita.
Il profumo della vittoria.
Grace Rouge, la perla di Cannes, stanotte sarà sua.

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